Casa di Nazareth (Sec. XX)
Fuori dall'abitato, presso il bivio per Levo, in località Panorama, sorgeva la villa "Il gioiello".
Venne acquistata nel 1969 da una congregazione fondata dal veronese padre Igino Silvestrelli: "I servi di Nazareth", che si occupa della formazione religiosa degli adolescenti, per farne un Centro per incontri.
Chiesa della Madonna della Neve (Sec. XX)
Verso la metà dell'Ottocento, il Mottarone divenne meta di numerosi escursionisti che vi salivano da Stresa o Baveno.
La zona del colle Pieggia, alla spalle di Gignese e da dove si gode uno straordinario panorama sul golfo Borromeo, prese nome da un alpeggio trasformato in locanda e poi albergo: "Alpino".

Chiesa di San Rocco (Sec. XVI)
Agli inizi del secolo XVI, appena fuori paese e sulla strada per Nocco, sorgeva forse una cappelletta alla Madonna, detta di Bretta, dal nome della zona.
Nel corso del Cinquecento, la cappelletta venne sostituita da un tempietto, che nelle visite pastorali viene descritto di forma circolare.
Agli inizi del Seicento, la comunità di Gignese decideva di costruire una chiesa più grande, a tre navate. Ma il vescovo di Novara, nel 1617, bocciava il progetto, pur lodandone l'intenzione e la devozione alla bella statua della Madonna del Rosario.
Con strumento del 17 marzo 1621, veniva eretto nella nuova chiesa un beneficio laicale o cappellania, con diritto di patronato da parte della Comunità di Gignese e con l'onere, per il cappellano titolare del beneficio, di assistere il parroco e, successivamente, di fare scuola ai ragazzi.
Chiesa Parrocchiale SS.Giovanni e Paolo
La chiesa sorge in posizione elevata rispetto al paese, con un'ampia facciata ed una scenografica scalinata d'accesso. L'edificio data allo scadere del Settecento, e fu preceduto da altre due costruzioni.
Il 31 ottobre del 1760, Vezzo si separava dalla matrice di Carpugnino e veniva eretta in parrocchia.
Il tempo di raccogliere le offerte necessarie e si dava inizio alla costruzione di una nuova chiesa.
L'attuale edificio, di ordine corinzio e, secondo taluni, su disegno del canonico Zanoia, fu costruito verso il 1790 su terreno donato nel 1781 da don Carlo Bartolomeo De Antonis di Vezzo.
Nel 1793 veniva così descritta: "La chiesa parrocchiale è posta in un angolo del paese, in un luogo un po' eminente e vicina alla casa parrocchiale. L'interno della chiesa forma una croce.

Chiesa Parrocchiale di S.Maurizio (Sec. XV)
Sorge in posizione elevata rispetto al paese e vi si accede da un'ampia scalinata in granito rosa di Baveno, costruita negli anni Sessanta. Eretta in parrocchia autonoma, separata dalla chiesa plebana di Baveno, nel 1609, reca nella facciata le immagini del Salvatore e dei patroni San Maurizio e San Desiderio.
La chiesa attuale, che data agli anni 1707-1725, sorge sui resti di un precedente edificio a due navate - probabilmente del XV secolo, con orientamento opposto rispetto all'attuale e del quale rimangono il campanile e una cappella sul fianco destro.
Il pronao, aggiunto nel 1829, fu affrescato dal pittore gignesino Andrea Francinetti, autore col figlio Giovanni di numerosi interventi pittorici nella zona. Al centro sono raffigurate le tre virtù teologali (Fede, Speranza, Carità ) e le quattro virtù cardinali (Prudenza, Fortezza, Giustizia, Temperanza).
Chiesa Parrocchiale di S.Stefano (Sec. XVI)
La chiesa è la parrocchiale del paese, si trova nel centro abitato ed è una costruzione ad una navata che risale alla fine del XVI secolo.
Il luogo era però già anticamente frequentato, poiché si ha notizia che il vescovo di Novara. Litifredo (morto nel 1151) aveva consacrato qui una chiesa, alla presenza del proposito di Baveno, pieve da cui l'abitato spiritualmente dipendeva.
Oratorio Madonna Assunta in cielo o della Crocetta (Sec. XVII)
Presso il cimitero vi è l'oratorio dedicato alla Madonna di Loreto ormai sconsacrato e in condizioni di degrado.
Fu iniziato nel 1759 dal parroco don Giovanni Battista Baronio, mentre don Giovanni Antonio Decio terminò l'oratorio e lo fece dipingere.
Pare rimonti a quel tempo il bell'affresco sopra l'altare, raffigurante la Madonna di Loreto con s. Lucia e s. Rocco. L'attuale altare in marmo bianco di Carrara è opera recente (1931) del marmista Vincenzo Tacchini di Pallanza.
Gignese
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