Gignese

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L'abitato di Gignese,è situato a 700 metri d'altitudine sul pendio che dal Mottarone degrada verso il Lago Maggiore.
Il paese è posto tra due torrenti:la Fiumetta o Grisana a Nord e lo Scoccia o Erno a sud. La leggenda vuole formato il paese da tale Genesio Dotti, fuoriuscito genovese del XII secolo, il quale sarebbe approdato alla foce dell'Erno con la moglie e tre figlie. Qui la moglie sarebbe morta di stenti,e la residua famigliola avrebbe risalito il torrente fino al passo presso l'Agogna, fissandovi la dimora. Come ogni bella storia, anche questa si conclude con lieto fine:il matrimonio delle tre ragazze con tre baldi giovani di Vezzo e la nascita del paese.
L'economia del passato era essenzialmente legata all'allevamento del bestiame, poichè l'altitudine e la posizione non consentono culture cerealicole sufficienti. Altra ricchezza del paese erano i boschi, successivamente sacrificati per formare i pascoli di nuovi alpeggi e solo ai nostri giorni ritornati a coprire col loro verde manto i dossi ormai inselvatichiti dalle felci.
La profonda trasformazione operata dal turismo e l'accresciuto benessere ad esso conseguente hanno pressoché cancellato le tipologie arcaiche dell'architettura contadina, caratterizzata da costruzione basse, con portali in pietra. Più diffuse sono invece le costruzioni risalenti al sei-settecento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gignese offre moltissimi quadri panoramici che potremmo raggruppare in « panorami a larghissimo raggio » ed in altri « più ristretti » che si oserebbe dire più intimi. Il godimento dei maggiori panorami, se si toglie quello del piazzale della Chiesa parrocchiale, si può avere solo da punti di vista fuori dal paese che trovasi in una amenissima conca: bisogna andare sul monte Sciare (a 15 minuti di strada) altezza 800 m., e all'Alpino, piazzale dell'Albergo o poco sotto alla Villa Gilardini (a 10 minuti) altezza m. 700 o sul piazzale dell'Albergo Panorama Golf, altezza 670 m. o — meglio di tutto — in località ALPINIA, Comune di Stresa, ma adiacente al confine di Gignese, m. 800 sul mare. Questo è il posto da cui si gode, per riconoscimento generale, una delle più belle visioni del mondo, in un quadro fiorito di incomparabile bellezza. E poi la vetta del Mottarone, 1491 m.
La vista da queste posizioni spazia a giro completo di orizzonte o su ampi settori che passano in rassegna le maggiori vette delle Alpi, dal Monviso al Rosa, alle Alpi Bernesi, al Bernina, all'Appennino, con sottostanti infiniti punti di ammirazione e monti e colline e sette laghi e la pianura del Varesotto e dell'Alta Lombardia, con sfondi incomparabili di sorgere e tramontare del sole, e luminosità prorompenti e notti stellari profonde che nessun pittore, tra i tanti grandi che sono venuti quassù, mai è riuscito a ritrarre.
Ma non meno suggestivi sono i panorami più ristretti. I quadri dei laghi Maggiore e di Varese ed altri minori, i boschi e boschetti, le distese di pascoli punteggiati di malghe, i prati fioriti di vegetazioni alpine, i torrenti, gli orridi, le cascate e cascatelle, i gruppi di paeselli e di case, le Chiese ed i loro campanili, i suggestivi Camposanti, le fontane, i giochi di ombre e di luci... ai quali dedicarono la loro passione artistica pittori come Gignous, Mosè Bianchi, Bazzaro, Dell'Orto, Sala, Boggiani, Pariani, e molti altri, interessano la sensibilità di viandanti d'ogni categoria culturale e mentale. E il richiamo può essere particolarmente sentito da gusti particolari.
Storia di Gignese

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